Il Processo fiction Vittoria Puccini trama cast quando esce

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IL PROCESSO fiction con Vittoria Puccini: quando esce, cast e trama

Niccolo Maggesi | 5 Dicembre 2019

Il Processo

Tutte le anticipazioni su Il Processo, la nuova fiction di Vittoria Puccini per Canale 5: quando esce, cast e trama […]

Tutte le anticipazioni su Il Processo, la nuova fiction di Vittoria Puccini per Canale 5: quando esce, cast e trama del progetto.

Sono iniziate verso la metà di febbraio 2019 tra Mantova e Roma le riprese della nuova fiction Il Processo, tra i protagonisti della quale spicca l’amata Vittoria Puccini. L’attrice fiorentina sarà al centro di una vicenda drammatica e reciterà al fianco del collega Francesco Scianna, oltre che di Michele Morrone e molti altri. Per il momento le anticipazioni su Il Processo, che si articolerà in 8 episodi, sono ancora poche, ma la fiction rientrerà nel palinsesto autunnale di Canale 5. All’inizio di febbraio si sono diffusi online i primi annunci del casting di figuranti e comparse. La casa di produzione a capo del progetto è la Lucky Red, mentre la regia è stata affidata al grossetano Stefano Lodovichi (classe ’83), già dietro la macchina da presa di Il Cacciatore. Scopriamo allora tutte le anticipazioni della fiction Il Processo, quando esce, il cast e la trama.

Il Processo trama: di cosa parla la nuova fiction con Vittoria Puccini

Davvero stringate le poche righe ufficiali con le quali sono state diramate le primissime anticipazioni sulla trama della fiction Il Processo. Sicuramente sappiamo che, com’era facile intuire dal titolo stesso, si tratterà di un thriller giudiziario.

Sulla scorta di altri simili progetti (si veda il più recente L’Amore Strappato), anche Il Processo s’incentrerà su un caso giudiziario. Vittoria Puccini e Francesco Scianna saranno il PM e l’avvocato a capo del processo per l’assassinio di Angelica, una ragazzina di diciassette anni brutalmente uccisa. La fiction verterà perciò sul modo in cui la famiglia affronterà la morte della propria figlia e soprattutto sul difficile percorso processuale che deve far luce sui fatti e individuare i presunti assassini.

Non è chiaro se gli sceneggiatori e il regista si siano lasciati ispirare da un caso di cronaca (come ancora in L’Amore Strappato). Certo è che la fiction Il Processo punterà a catalizzare l’attenzione di quella parte di pubblico televisivo incuriosito dai casi giudiziari, emotivamente coinvolto in simili tragedie, e quasi morbosamente attratto da tali disgrazie.

Il Processo programmazione e anticipazioni puntate

UPDATE 05/12/2019: a causa del riscontro immediatamente insufficiente registrato dalla fiction, la programmazione di Il Processo ha subito un notevole cambiamento. Gli appuntamenti con la serie diretta da Stefano Lodovichi si riducono infatti da quattro a tre puntate, allungando la messa in onda dalle 21.30 all’1 di notte circa.

Di seguito troverete tutte le anticipazioni alle puntate di Il Processo secondo la programmazione stabilita da Canale 5. Quante puntate sono quelle di Il Processo? La serie sarà articolata in 4 serate per un totale di 8 episodi. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, il debutto dovrebbe essere il 29 novembre e l’ultima puntata dovrebbe dunque andare in onda il 20 dicembre.

Il Processo cast: attori e personaggi della fiction di Canale 5

A proposito del cast di Il Processo, abbiamo detto che la fiction vedrà tra i suoi protagonisti la coppia formata da Vittoria Puccini e Francesco Scianna. Ma quali altri saranno gli attori e i personaggi che vedremo con loro? Nonostante non esistano ancora notizie ufficiali in merito, grazie soprattutto ai social è possibile ricostruire gran parte del cast della fiction Il Processo. Di seguito, dunque, un elenco dei professionisti coinvolti negli 8 episodi.

  • Vittoria Puccini: Elena Guerra, pubblico ministero serio e accorto, legata al padre Giancarlo e sposata con Giovanni con il quale però vive una profonda crisi
  • Francesco Scianna: Ruggero Barone, spregiudicato avvocato penalista legato da anni a Linda
  • Michele Morrone: Claudio Cavalleri, fidanzato di Linda ma amante di Angelica e presto suicida
  • Camilla Filippi: Linda Monaco, giovane e ricca diva dell’alta società mantovana, è al centro del processo e difesa da Barone
  • Margherita Caviezel: Angelica Petrone, amante di Claudio, uccisa e gettata in un fiume a poche ore dalla scoperta d’essere stata adottata

Tutti gli altri personaggi e un loro breve profilo

  • Maurizio Lastrico: Giovanni Malaguti, marito di Elena ed esperto d’arte
  • Simone Colombari: Giacomo Andreoli, ex agente di polizia ferroviaria amico di Elena
  • Euridice Axen: Mara Raimondi, avvocato del padre di Linda molto informato sulle attività illecite dell’uomo
  • Alessandro Averone: Stefano Lanzoni, velista amico e vecchia fiamma di Elena
  • Tommaso Ragno: Gabriele Monaco, padre di Linda e ambizioso imprenditore
  • Roberto Herlitzka: Giancarlo Guerra, padre di Elena e nobile magistrato
  • Lisa Galantini: Francesca Donati, assistente di Giacomo e vicina ad Elena
  • Pia Lanciotti: Fabrizia Furlan, procuratore capo di grande sensibilità per Elena
  • Marco Baliani: Ottavio Arrigoni, socio di Barone
  • Giordano De Plano: Vittorio De Grandis, investigatore privato di aiuto a Barone
  • Valentina Principi: Michela Dapporto
  • Antonio Zavattieri

La Puccini, nota al grande pubblico per Elisa di Rivombrosa e Romanzo Famigliare, vestirà i panni di Elena, magistrato lacerato dal caso chiamata a risolvere. Accanto a lei Francesco Scianna, che esordì al cinema con Il più bel giorno della mia vita ed ha poi recitato in Baaria e per il piccolo schermo in La mafia uccide solo d’estate.

Camilla Filippi, sposata al regista Lucio Pellegrini, è diventata famosa invece con Compagni di Scuola, dopo il quale ha recitato molto al cinema e, ultimamente, in Tutto può succedere. Antonio Zavattieri è apparso invece in Sense8 per Netflix e in Gomorra e Il Miracolo per Sky.

Maurizio Lastrico è uno degli attori emergenti degli ultimi anni. Dopo l’esordio in TV con Camera Cafè, è apparso in Don Matteo e più recentemente nel premiato Io sono Mia accanto a Serena Rossi.

Infine, Michele Morrone è stato protagonista dell’edizione 2016 di Ballando con le Stelle ed è poi apparso in Sirene.

Il Processo quando esce: data di uscita della fiction

UPDATE 19/11/2019: a distanza di un mese dagli ultimi aggiornamenti, pare che Mediaset ci abbia ripensato. Attualmente, infatti, la data di uscita di Il Processo è fissata per la fine di novembre 2019. Quando esce quindi la fiction Il Processo? Salvo ulteriori sorprese, la prima puntata andrà in onda venerdì 29 novembre 2019 alle ore 21.25 su Canale 5.

Nonostante le riprese della fiction siano già terminate da diverse settimane, la data di uscita di Il Processo dovrebbe collocarsi nel 2020. Così sostengono voci di corridoio, che associano peraltro il debutto della serie con Vittoria Puccini a quello di altri progetti Mediaset come I Fratelli Caputo. Nei prossimi mesi dovremmo tuttavia avere maggiori notizie su quando esce Il Processo, perciò mantenetevi aggiornati!

La fiction andrà in onda su Canale 5, e costituisce un altro esempio della politica di restyling intrapresa dai vertici dell’intrattenimento Mediaset. Definitivamente concluso infatti il capitolo dei feuilleton con Garko e Arcuri, il più delle volte firmati Teodosio Losito, la rete ha preferito darsi una vigorosa svecchiata.

Il Processo avrà infatti un’impronta moderna e senz’altro più ambiziosa dei suoi predecessori, e la speranza è che quando esce la fiction raccolga consensi da ogni parte. Ma a quando l’uscita della nuova fiction con Vittoria Puccini, Il Processo?

Nelle prossime settimane vi terremo aggiornati sull’andamento delle riprese e sulle novità del palinsesto Mediaset. Continuate dunque a seguirci!

Il Processo terza e ultima puntata anticipazioni venerdì 13 dicembre 2019

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Il Processo terza puntata anticipazioni venerdì 13 dicembre 2019

Niccolo Maggesi | 5 Dicembre 2019

Il Processo

La terza e ultima puntata di Il Processo, con protagonisti Vittoria Puccini e Francesco Scianna, va in onda venerdì 13 […]

La terza e ultima puntata di Il Processo, con protagonisti Vittoria Puccini e Francesco Scianna, va in onda venerdì 13 dicembre 2019: tutte le anticipazioni.

La sfortunata storia della fiction di Canale 5 Il Processo si conclude con la terza e ultima puntata di venerdì 13 dicembre, della quale vi daremo le anticipazioni. La serie, diretta da Stefano Lodovichi, non è riuscita nell’impresa di attirare l’attenzione del pubblico di Mediaset. Malgrado la fotografia impeccabile, il taglio moderno e un racconto a dir poco accattivante, il progetto era forse troppo lontano dai gusti di rete. Canale 5 ha in ogni caso scelto di non interromperne la programmazione, riducendola però dalle quattro puntate originariamente previste a sole tre. Con il terzo appuntamento termina dunque la corsa alla verità sulla morte di Angelica Petrone. Chi è stato sincero e chi ha mentito nel corso del processo?

(LEGGI ANCHE: Trama seconda puntata)

Il Processo terza e ultima puntata anticipazioni 13 dicembre: Elena è piena di incertezze

Dopo gli ultimi colpi di scena, all’orizzonte si profila una nuova svolta nel processo contro Linda Monaco. L’avvocato che la difende, Ruggero Barone, ha convocato un altro testimone che rischia di rivelarsi fondamentale per spostare l’attenzione dei giudici verso un nuovo indiziato. Ma Barone ha un asso della manica in più, con cui non vede l’ora di impressionare la sua contendente.

Secondo le anticipazioni alla terza e ultima puntata di Il Processo, infatti, il personaggio interpretato da Francesco Scianna ha saputo che Angelica era figlia biologica di Giancarlo Guerra, padre di Elena. Come la prenderà quest’ultima, quando Barone deciderà di raccontare tutto in tribunale?

Elena sta percorrendo una strada pericolosa, che ne mette in pericolo non solo la carriera ma anche il privato. Ma il pubblico ministero non demorde, e senza arrancare approfondisce le indagini intorno alla misteriosa telefonata ricevuta da Angelica prima di morire. Chi è stato a chiamarla? Nel mentre, Barone ottiene tra le mani l’ennesima soffiata che potrebbe assicurargli davvero la vittoria del duello legale.

Il Processo streaming: come rivedere la serie

Se vi siete persi le puntate di Il Processo, la serie si può recuperare in streaming grazie a Mediaset Play. Accedendo al sito ufficiale del servizio, o scaricando l’applicazione per smartphone, smart TV o tablet, basterà cercare la scheda ufficiale del programma e gli episodi da rivedere. Oltre alle puntate intere, la piattaforma on demand targata Mediaset vi offre anche diversi contenuti speciali. Il Processo si può seguire sempre su Mediaset Play non solo in versione on demand ma anche in diretta streaming, ogni venerdì a partire dalle 21.30 circa.

Il Processo seconda puntata anticipazioni venerdì 6 dicembre 2019

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Il Processo seconda puntata anticipazioni venerdì 6 dicembre 2019

Niccolo Maggesi | 30 Novembre 2019

Il Processo

La trama e tutte le anticipazioni della seconda puntata di Il Processo, la fiction con Vittoria Puccini e Francesco Scianna […]

La trama e tutte le anticipazioni della seconda puntata di Il Processo, la fiction con Vittoria Puccini e Francesco Scianna in onda venerdì 6 dicembre 2019.

Seconda “udienza” della fiction Il Processo, attualmente in onda su Canale 5 per un arco complessivo di quattro serate e otto episodi. Vittoria Puccini e Francesco Scianna sono i pilastri di questo progetto firmato Stefano Lodovichi, che ha l’ambizione di invertire la tendenza delle produzioni Mediaset. Malgrado il pubblico non abbia risposto con entusiasmo alla prima puntata, la serie deve ancora entrare nel vivo del suo racconto. La soluzione del mistero, incentrato su undici minuti costati la vita di Angelica Petrone, arriverà solo in un finale che sarà il culmine della tensione. Prima di allora, possiamo solo accontentarci di qualche indiscrezione sui contenuti di ciascun episodio. Leggiamo pertanto le anticipazioni alla seconda puntata di Il Processo, prevista su Canale 5 venerdì 6 dicembre 2019 alle ore 21.25 circa.

Anticipazioni Il Processo seconda puntata 6 dicembre: Ruggero depista Elena

Nella seconda puntata di Il Processo, articolata come le altre in due episodi, le anticipazioni raccontano i nuovi sviluppi del duello giudiziario tra Elena Guerra e Ruggero Barone.

Il PM, che deve anche risolvere i suoi problemi personali tra un matrimonio in rotta e le avances di un altro corteggiatore, risale a due testimoni chiave del processo contro Linda Monaco. A seguito della confessione spontanea di un’altra teste, infatti, Elena scova altre due figure determinanti, in grado di dimostrare le intemperanze dell’imputata. Parallelamente, il magistrato approfondisce le ricerche di Lorenzi, factotum originario di Monaco ma fuggito in Brasile.

Le contromosse di Barone, però, confonderanno il Pubblico Ministero prima spostando l’attenzione dei giudici su un altro sospettato e poi capovolgendo le certezze della collega. In particolare, Ruggero proverà a indagare sull’identità dell’uomo che Silvia ha visto discutere con Angelica a poche ore dalla sua morte.

Questo, secondo le anticipazioni della seconda puntata di Il Processo, scompaginerà le carte della partita giocata dagli avvocati sull’omicidio Petrone e la ricerca del colpevole. Ma soprattutto metterà in crisi Elena, convinta della responsabilità di Linda nell’accaduto e al tempo stesso davanti a una sfida particolarmente professionale complessa.

Il Processo streaming e repliche

Al momento non ci sono notizie relative alle repliche televisive di Il Processo, di cui le puntate si possono recuperare pertanto solo in streaming. Mediaset Play è il servizio che offre questa opportunità, a qualunque utente di un dispositivo elettronico come smart phone, tablet, PC o smart TV. Nella fattispecie, i possessori di smart phone, tablet o smart TV non abilitate possono usufruire del servizio scaricando l’apposita applicazione sui relativi store digitali.

Chi possiede invece una smart TV di ultima generazione potrà seguire semplicemente le indicazioni che appaiono sul teleschermo. Una volta acceduti a Mediaset Play e registrati alla piattaforma potrete cercare Il Processo per lo streaming e rivedere le puntate quante volte preferite. La scheda ufficiale del programma contiene non solo lo streaming degli episodi, ma anche molti altri contenuti inediti come backstage o interviste al cast.

Stefano Lodovichi Il Processo intervista

Cinema e Celebrity

Stefano Lodovichi: “Con Il Processo porto il crime à la Ryan Murphy su Canale 5”

Niccolo Maggesi | 29 Novembre 2019

Il Processo

Intervista a Stefano Lodovichi, regista di Il Processo per Canale 5: “Dopo Il Cacciatore porto in TV una serie ispirata […]

Intervista a Stefano Lodovichi, regista di Il Processo per Canale 5: “Dopo Il Cacciatore porto in TV una serie ispirata ad American Crime Story di Ryan Murphy”.

Non bisogna sforzarsi troppo per capire quanto Il Processo, nuova serie TV in arrivo su Canale 5, abbia profondamente coinvolto il suo creatore, Stefano Lodovichi.

Sentito a margine della conferenza stampa romana che presentava il progetto, il giovane regista grossetano era carico di entusiasmo. Dell’intero lavoro, con cui riapproda in TV dopo il successo di Il Cacciatore, ci ha raccontato fatiche e soddisfazioni, come in una missione complessa ma stimolante.

Rivelandoci la sua ammirazione per la creatività di Ryan Murphy, ci ha confidato d’essersi ispirato a uno degli show più fortunati del produttore americano. Ma portare in Italia un prodotto simile, che gli somigli nella raffinatezza della scrittura e delle immagini, non sarà facile.

Il pubblico nostrano è infatti ancora diviso tra i giovani estimatori di serie TV, sempre più numerosi, e gli irriducibili della fiction legati invece a produzioni dagli orizzonti oggettivamente limitati.

Lodovichi è però riuscito ad allargare questi orizzonti, portando peraltro avanti una “guerra lessicale” contro il termine “fiction”. E proprio grazie alla capacità di andare oltre ha spinto il suo lavoro anche oltralpe, in contesti di rilievo internazionale per le serie TV.

Nella lunga intervista che ci ha concesso, abbiamo provato a chiedere a Stefano Lodovichi quale sia la “ricetta” di questo suo successo.

Intervista a Stefano Lodovichi: i segreti del successo e i modelli di Il Processo

“Non so se ci sia un segreto preciso, sicuramente è un’alchimia di elementi. Il primo è avere una scrittura solida di partenza, una storia avvincente e originale che abbia al suo interno personaggi nei quali riconoscersi e ai quali affezionarsi. La scrittura però deve prendere vita con le immagini, e per fare questo serve una produzione, un emittente e delle realtà che dietro abbiano il coraggio di farla realmente. Nel momento in cui ci sono tutti questi fattori arriva tutto quello che c’è dopo, come trovare un buon cast. Ovviamente questi sono elementi teorici, poi in pratica è sempre un casino

Per Il Processo, a quale altro show o produzione ti sei ispirato?

“Ogni volta cerco di non avere un riferimento preciso. Per esempio, per Il Cacciatore non ho visto film o serie che avessero a che fare con la mafia. Volevo che fosse quanto più possibile originale, o almeno mio. Anche con Il Processo non ho avuto in mente dei legal o delle serie precise. Se però dovessi dirtene una, a livello concettuale mi sono ispirato ad American Crime Story OJ Simpson di Ryan Murphy. Mi rendo conto che sia un riferimento alto, ma è anche vero che Ryan Murphy per me è un punto di riferimento come showrunner e autore creativo: l’ho sempre seguito. Se invece vogliamo proprio parlare di serie TV che mi abbiano ispirato, direi The Killing ma anche Twin Peaks, che è la prima ad aver dato il via agli show incentrati su un omicidio”.

Un genere rinnovato nella forma e nel racconto

Il contesto nel quale è ambientata la serie è abbastanza inflazionato nel panorama televisivo italiano. In cosa pensi che Il Processo si differenzi da altre produzioni dello stesso genere?

“In realtà una serie totalmente legal con quest’anima, dentro l’aula di un tribunale, non è mai stata fatta in Italia. La nostra grande scommessa sarà infatti proprio questa: cercare di tenere lo spettatore incollato allo schermo, anche se l’azione si svolgerà quasi completamente all’interno di un’aula di tribunale. Molto in questo aiuterà la componente del thriller, con l’assassinio di Angelica Petroni e la ricerca della verità.

Smarcarsi dal panorama di serie TV, se non identiche, simili, si può fare con una qualità superiore. Io non so se il mio lavoro supererà la produzione televisiva precedente, ma è quello che mi auguro. Sicuramente la nostra è una scommessa anche a livello tecnico, perché il racconto è regolato secondo due diversi punti di vista, due verità che obbligano lo spettatore a ricondurre ogni scoperta e ogni notizia al punto di vista di Elena e Ruggero. Sono loro le componenti più importanti e le cifre stilistiche della serie, che ti costringono a mantenere costante l’attenzione”.

Stefano Lodovichi ciak Il processo
Nella foto: Stefano Lodovichi con il primo ciak di Il Processo (foto da Instagram)

In un genere televisivo come questo non c’è il rischio di addentrarsi negli aspetti più morbosi di simili eventi per fare spettacolo? Un po’ come in certi programmi di pseudo-informazione televisiva.

“Sicuramente la componente c’è, ma sta alla base del genere stesso. La cronaca nera si alimenta e si nutre proprio del dettaglio più torvo, del particolare macabro… Non è un caso, per esempio, che un programma come Chi l’ha visto continui tutt’oggi a fare uno share incredibile. È dovuto all’istinto naturale di cercare risposte, e nel caso di un omicidio di indagare sulla verità e l’identità del killer.

La spettacolarizzazione della TV dell’orrore ha un’origine antica: nasce dal caso di Vermicino, con il ragazzino che cadde nel pozzo tenendo incollati agli schermi televisivi milioni di spettatori coinvolti proprio dal racconto delle telecamere. Da allora in poi siamo tutti figli di quell’evento… L’interesse per il torbido, insomma, fa parte della natura umana e non mi fa paura. Non lo interpreto come un elemento negativo, anzi lo vedo come un vantaggio. Anche perché naturalmente fa parte del genere che esploriamo. Il thriller si muove sull’evento di un assassinio, che può essere dovuto a una molteplicità di fattori umani, e dalla ricerca di quale dei tanti ha effettivamente inciso”.

Stefano Lodovichi: “La mia battaglia per produzioni di ampio respiro con l’hashtag #serienonfiction”

Perché serie TV e non fiction? Qual è il significato della tua “battaglia” in tal senso sui social e ci sono vere differenze formali tra l’una e l’altra?

“L’hashtag #serienonfiction lo coniai ai tempi del Cacciatore, ma continuo a portarlo avanti. Non voglio ghettizzare un certo tipo di progetto né ne faccio una questione di qualità. Mettendomi nei panni dello spettatore, il che mi riesce molto facilmente perché anche io dipendo dai film e dalle serie che guardo, penso che gli spettatori guardano serie TV, progetti internazionali che non hanno confini. Dunque, perché dobbiamo costringerci a usare un termine, fiction, che viene usato soltanto in Italia? È una questione culturale”.

Regista “sexy e maniacale”: ecco perché

Com’è stato dirigere il cast?

“Io cerco sempre di portare tutto dove deve andare. C’è una storia che ti guida, e tu devi cercare di far rispettare quello che si è creato. Purtroppo il tempo passa e tutti, anche i più bravi, tendono ad avere momenti in cui possono adagiarsi. Il mio lavoro è quindi quello di mantenere la nave sempre nella giusta direzione, senza incappare in scogli particolari o peggio un iceberg…Gli attori con me comunque hanno grande libertà, direi quasi totale. La loro libertà è commisurata alla loro intelligenza e alla loro sensibilità. Cerco sempre di fare un cast che sia collaborativo e intelligente, perché sono gli attori che mi devono far presente se una cosa, per esempio, non è scritta bene. A quel punto ne parliamo e io cerco di entrare in contatto con le persone, faccio l’amore con le persone per cercare di creare qualcosa di costantemente vivo e brillante”.

Stefano Lodovichi Il processo cast
Stefano Lodovichi con il cast di Il Processo durante le riprese (foto da Instagram)

In conferenza stampa ti hanno definito sexy e maniacale: spiegami soprattutto la prima delle due definizioni!

“Dovresti chiederlo a Cesarano (direttore delle fiction Mediaset, ndr)… Penso si riferisse alla mia capacità di tirar fuori qualcosa di accattivante da una storia. È vero però che Il Processo è una serie molto sexy, che prova a mettere a nudo certi personaggi spesso banali e superficiali. Io cerco sempre di andare il più possibile a fondo, senza naturalmente esagerare e appesantire la narrazione… Anzi, la mia esigenza è sempre quella di essere popolare. Mi piace il pop, anche la canzone pop. Per questo per la sigla ho chiesto di poter usare il brano di Billie Eilish: una canzone giovane, che ascoltano i giovani e che ascolto io. E questa è una serie pensata soprattutto per i giovani e per avvicinare i giovani appassionati di serie TV al mondo della fiction”.

Le difficoltà sul set e com’è stato dirigere la futura moglie

Ci sono stati momenti particolarmente difficili sul set?

Una delle fasi più difficili è stata girare per tre settimane chiusi all’interno di un tribunale. Era tosto per Vittoria (Puccini), per Francesco (Scianna)… Non solo perché avevano tanta sceneggiatura da rimandare a memoria, ma anche perché in questi casi devi sempre credere in quello che stai facendo e renderlo il più possibile verosimile. E la vita degli avvocati è legata a una metodica molto ferrea e a un linguaggio dato per scontato. Altra cosa difficile è stata sicuramente tenere insieme tutto il giallo, giallo che viene raccontato nell’arco di undici minuti di vuoto e buco nero che va colmato.

Com’è stato dirigere la tua futura moglie, Camilla Filippi?

Camilla è un’attrice poliedrica, come poche ne conosco. Ha una capacità enorme di immaginare altre storie e altri personaggi. È un personaggio ambiguo il suo, da dark lady ammaliatrice, un ruolo che non aveva mai fatto, e io non ho avuto alcun dubbio sin dall’inizio. Anche quando mi sono confrontato con Mediaset e con Lucky Red, il suo è stato senz’altro il miglior provino. Ha una capacità di muoversi e una gamma di sfumature talmente ampie che sapevo avrei giocato in modo comodo e mi sarei divertito. Poi, essendo anche scrittrice, ha la capacità di individuare campanelli d’allarme e problemini nella storia.

Un attore mi serve per migliorare ciò che ho a disposizione. Nel momento in cui ho un copione e lo inizio a leggere con gli attori che lo interpreteranno, per me il copione cambia a seconda della loro sensibilità e anche i personaggi diventano altro. Camilla è il miglior campanello d’allarme che abbia mai trovato in vita mia, capisce i problemi e come risolverli… È inarrivabile. Era il nostro secondo lavoro, nel primo ci siamo conosciuti e all’epoca ero ancora inesperto, dovevo liberarmi di diversi preconcetti che avevo, tra cui quello dell’attore stupido. Il mio modo di fare è diventato molto più liquido e aperto, pur rimanendo io il capitano della nave”.

Stefano Lodovichi: “Ecco quali serie TV guardo e su cosa sto lavorando adesso”

Sei un appassionato di serie TV. Quali hai visto recentemente e quali ti hanno colpito di più?

A me piace molto il fantastico, l’horror e il mistico. Sto seguendo Watchmen, e devo dire che è splendida anche perché sono un appassionato di fumetti. Penso che la serie sia incredibile, soprattutto perché il creatore, Damon Lindelof, è anche il creatore di Lost, Fringe… è un genio che racconta una realtà nella quale inserisce elementi che conducono lo spettatore verso altri generi e direzioni assurde. Così ti affezioni a una storia difficile da incasellare in un solo genere. Ryan Murphy mi piace, ho sempre seguito American Horror Story…”

Quali altri progetti hai in cantiere?

“Sto facendo una serie con Lucky Red, di cui non posso dire molto ma che rientra nel genere sovrannaturale”.

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