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Beatrice Bruschi racconta la prima volta che ha indossato il velo

Per interpretare Sana in Skam Italia, Beatrice Bruschi ha dovuto indossare il velo: ecco com’è andata la sua prima volta con l’hijab

L’attrice Beatrice Bruschi, protagonista della quarta stagione di SKAM Italia nei panni di Sana, ha raccontato il suo lavoro per interpretare una ragazza musulmana italiana di seconda generazione a VanityFair.it. In particolare ha voluto parlare della prima volta che ha indossato il velo.

Inizialmente Beatrice Bruschi sapeva che per dare profondità al personaggio e rispettare una cultura diversa dalla sua non sarebbe bastato imparare a memoria le battute, ma avrebbe dovuto fare molto di più. La credibilità di Sana Allagui non doveva essere messa in discussione e questo spaventava molto la giovane attrice, che sapeva di doversi approcciare con calma e studiando molto.

Prima della prima stagione infatti Beatrice Bruschi ha rivelato di aver comprato il Corano e di averlo letto tutto. Grazie all’aiuto di un amico egiziano e di una ragazza musulmana su Instagram, l’attrice si è decisa a uscire di casa con il velo. Infatti Beatrice rivela che voleva capire cosa prova una ragazza come Sana a pendere l’autobus e a ricevere occhiate strane. In giro per Roma, Beatrice Bruschi ha interpretato Sana anche al di fuori delle telecamere, sfidando i pregiudizi che affliggono la comunità islamica.

La prima volta con il velo Beatrice era accompagnata dal suo cane Titanus, all’orario di uscita delle scuole. Passando affianco a lei, un gruppo di studenti non hanno però notato il suo velo, ma invece il gigante di 70 chili che stava con lei. Le persone erano tranquille, ha rivelato Beatrice Bruschi, anche se diverse signore le hanno riservato uno sguardo perplesso.

Il sostegno della comunità musulmana nei confronti di Beatrice Bruschi

VanityFair ha anche chiesto alla giovane attrice com’è stato indossare il burkini durante le riprese di Skam Italia. A suo parere si tratta di un indumento molto comodo, composto da dei leggings è una maglia lunga, che copre il corpo. Lavorando a stretto contatto con Sumaya Abdel Qader, esponente della comunità musulmana che ha aiutato con la stesura della sceneggiatura, Beatrice ha potuto scoprire diversi segreti. Infatti pare che le figlie di Suamaya adorino il sito Hijab Paradise, dove sbizzarrirsi nel comprare hijab, burkini e tanti altri indumenti.

Lavorare a stretto contatto con Sumaya, per dare vita al personaggio di Sana Allugui è stato indispensabile per Beatrice Bruschi. Questa conoscenza ha permesso all’attrice di creare un personaggio realistico e coerente. In diversi momenti di sconforto, il supporto di Sumaya è stato particolarmente d’aiuto a Beatrice Bruschi, per continuare a girare le scene nei panni di Sana.

Per saperne di più sull’attrice, in edicola con il numero di giugno di Ciak, sarà inclusa un’intervista a Beatrice Bruschi e Ludovico Bessegato.

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