The OA cancellato Brit Marling

Netflix ha cancellato The OA: Brit Marling commenta la notizia in una lettera

The OA cancellato da Netflix: la serie di Brit Marling non avrà una stagione 3, e la creatrice reagisce alla notizia con una lunga lettera per i fan.

Netflix ha deciso di non rinnovare The OA per una stagione 3, e ha cancellato così lo show che Brit Marling e Zal Batmanglij avevano tenuto in incubazione per anni. Prodotta persino da Brad Pitt, la serie aveva debuttato nel dicembre 2016 con recensioni entusiastiche. Da allora, per confezionare al meglio la seconda stagione autori e attori hanno lavorato per un intero biennio. Non sempre però i tentativi di alzare l’asticella spingendo con prepotenza sul pedale di una trama-rompicapo vanno a buon fine. L’esito non deve infatti aver convinto tanto i vertici della piattaforma quanto gli spettatori. I numeri di ascoltatori, che probabilmente resteranno oscuri tanto quanto il destino di Prairie Johnson, devono essersi fermati ben al disotto delle aspettative. Così Netflix ha preferito non finanziare un’altra stagione, col risultato che The OA è stato cancellato.

La notizia è giunta nel tardo pomeriggio portando sgomento tra i fan più affezionati alle avventure di Prairie e degli amici. Il finale della seconda stagione, con il quale la finzione sembrava essersi confusa nella realtà, dava d’altronde da pensare che il futuro della serie potesse riservare molte altre sorprese. Invece la creatrice dello show, Brit Marling, ha confermato su Instagram la decisione di Netflix rammaricandosi di non poter proseguire la sua storia.

In una lunga nota pubblicata sui social, l’attrice ha messo per iscritto il proprio dolore dovuto alla notizia, interpretata come un fallimento verso chi ha creduto nel suo lavoro.

Le parole di Brit Marling per la fine di The OA: “Forse è un bene non mettere fine a questi personaggi”

“Cari fan di The OA, alcuni di voi forse sanno già, o magari lo apprenderanno da questa lettera, che Netflix non proseguirà lo show. Io e Zal (Batmanglij) siamo profondamente dispiaciuti di non terminare questa storia.

La prima volta che ho saputo la notizia mi sono fatta un bel pianto. Lo stesso dicasi per uno dei produttori esecutivi, con noi sin da quando facevamo schizzi dell’appartamento di Hap nel nostro ufficio in un seminterrato del Queens. È stato un intenso viaggio per tutti coloro che ci hanno lavorato e si sono occupati di questa storia.

Una volta durante un panel qualcuno mi ha chiesto perché sia tanto ossessionata dal genere sci-fi. Non avevo realizzato di esserne ‘ossessionata’, o che la maggior parte dei miei racconti si inserisse nel genere dell’invenzione speculativa. Sono stata colta di sorpresa. La domanda era sorta come una specie di accusa da parte di qualcuno che non amava il genere…

Le libertà del genere sci-fi e il vero destino di Steve

È difficile essere ispirata a scrivere del mondo vero, quando non ti ci sei mai sentito libera. In quanto autrice donna che scrive personaggi per se stessa e altre donne, mi è spesso sembrato che le strade asfaltate per viaggiare nella narrativa tradizionale fossero limitate. Forse un giorno maturerò abbastanza per asfaltare le mie proprie strade nella ‘realtà’ (Elena Ferrante!). Per il momento, però, mi sono spesso sentita ostacolata.

Posso scrivere di qualche donna ‘al vertice’, ma finirei per perpetuare le stesse gerarchie che ci opprimono… Lo sci-fi ripulisce invece questo mondo ‘vero’ come una lavagnetta magica. Ti consente di immaginare ogni cosa al suo posto… E questo è ciò che The OA è stato per me, Zal e tutti coloro che ci hanno lavorato. L’opportunità di passare in un altro mondo e sentirsi liberi in esso.

Ci sentiamo grati nel profondo con Netflix e con le persone con cui abbiamo lavorato e che hanno reso possibile la Parte I e la Parte II… Se non potremo continuare questa storia, posso promettervi che ve ne racconteremo altre… E forse, in un certo senso, va bene così non mettere fine a questi personaggi. Steve Winchell sarà sospeso in tempo nella nostra immaginazione, in un’evoluzione e una corsa infinite, per raggiungere infine l’ambulanza di The OA. Con amore, Brit”.