Orange is the New Black sigla

Orange is the New Black sigla nuova per la stagione 6 (VIDEO)

Orange is the New Black sigla rinnovata per la stagione 6 della serie TV targata Netflix. Il video dei nuovi titoli di testa, sotto la canzone You’ve Got Time di Regina Spektor.

Orange is the New Black sigla: il video dei nuovi titoli di testa della stagione 6

Sapevamo già che, in un modo o nell’altro, scavallando dalla stagione 5 alla stagione 6, le porte del carcere di Litchfield si sarebbero chiuse. E ciò è stato anticipato anche da una prima testimonianza, venuta insieme all’annuncio di quando inizia Orange is the New Black 6. Ad ulteriore conferma del corso che prenderanno le prossime vicende di Piper, Alex, Nicky, Red, Taystee e le altre detenute arriva ora il video della sigla della nuova stagione.

Dal primo fino al quinto anno dal debutto della serie siamo stati abituati a veder scorrere volti più o meno segnati dagli anni di detenzione, sotto il brano You’ve Got Time di Regina Spektor. Diventati in breve tempo da insopportabili ad iconici, i titoli di testa di Orange is the New Black sono ormai una tappa irrinunciabile per i fan dello show di Netflix.

Mai come oggi ci accorgiamo però anche di quanto quella carrellata di facce anonime abbia sempre rivelato della stagione in corso. Stavolta, infatti, tra un paio di occhi affranti ed altri non ancor privi di vivacità ci sono immagini inequivocabili delle nuove acque in cui navigheranno le nostre beniamine.

Orange is the New Black sigla rinnovata: ecco il video

L’imminente mondo carcerario nel quale finiranno seguirà tutt’altra musica da Litchfield. Da quel che si intravede, sembra proprio che mancheranno gli spazi aperti per l’aggregazione. Le celle disporranno inoltre di così poco spazio da rivelarsi soffocanti. I locali delle docce sono dotati di speciali manette affisse al muro, per prevenire improvvise fughe o ribellioni. Insomma, le detenute finiranno in quella che fuor d’ogni dubbio dovrebbe essere una prigione di massima sicurezza. Qui, proprio a causa di un’architettura asfittica, gli attriti fra le compagne non potranno assestarsi, anzi si moltiplicheranno.

Ma chi le accompagnerà in questa nuova e terribile avventura? Quali volti familiari rivedranno lontano da Litchfield? E soprattutto: riusciranno a ritrovarsi, senza incappare in prigioniere tanto più amareggiate dal destino di segregazione?

Quanto accaduto nella stagione 5, dall’innocente protesta di occupazione fino alla violenta rivolta finale, ha inevitabilmente classificato le detenute di Litchfield come pericolose. L’unica cosa che esse avrebbero voluto, dopo la morte di Poussey, era di essere ascoltate perché non le si dimenticassero come essere umani. Invece la sola reazione ottenuta dalle autorità è stato l’uso di un polso ancora più fermo ad opera delle stesse guardie responsabili della morte dell’amica.

Tutto ciò inaugura dunque un corso completamente nuovo nell’andamento della trama per come l’abbiamo finora conosciuta. Apre cioè la strada a risvolti inediti che promettendo di accattivare ancora necessitavano di un rinnovamento della sigla stessa.