Doctor Who 11 Jodie Whittaker

Doctor Who 11, Jodie Whittaker rivendica lo stesso cachet di Peter Capaldi

Per Doctor Who 11 Jodie Whittaker dichiara di aver chiesto la stessa somma di Peter Capaldi. Ecco le sue dichiarazioni e quanto guadagnerà.

Il 2018 verrà ricordato non solo come il primo anno della nascita del movimento femminista #TIMESUP, ma anche come quello in cui l’iconico personaggio di Doctor Who ha ufficialmente preso le sembianze di una donna. Con Doctor Who 11 Jodie Whittaker ha infatti sostituito il collega Peter Capaldi, raccogliendone l’eredità e non solo.

L’attrice britannica, già nota ai più per aver recitato in altre serie cult come Black Mirror o Broadchurch, ha dichiarato di aver chiesto alla BBC lo stesso trattamento contrattuale del predecessore. In particolare, la Whittaker sarebbe stata molto chiara nel rivendicare per sé un cachet identico a Capaldi.

L’argomento è stato toccato dall’attrice in occasione degli ultimi National Television Awards londinesi. Durante una delle interviste, ha sottolineato l’indifferenza generale della stampa sulla questione, visti anche i precedenti della BBC.

“E’ un momento incredibilmente importante, e il concetto di pagamento equo dovrebbe essere sostenuto. Invece è scioccante che sia per tutti una sorpresa che lo si voglia sostenere”.

Quanto guadagna in Doctor Who 11 Jodie Whittaker?

Verso la fine del 2017, un’inchiesta interna aveva denunciato la palese disparità di salari tra uomini e donne all’interno della televisione di stato britannica. Già allora ci si era perciò domandati quanto sarebbe riuscita ad intascare in Doctor Who 11 Jodie Whittaker.

La risposta è finalmente arrivata. L’ex volto di Broadchurch riuscirà a far sue dalle 200 alle 250 mila sterline (30.000 euro circa) ad episodio.

Una cifra di tutto rispetto, che denota anche la volontà da parte del network di adeguarsi al buon senso ed eliminare qualsiasi forma di discriminazione. Il direttore della BBC ha peraltro spiegato che, per ragioni contrattuali, le difformità di pagamento non potranno riassettarsi prima del 2020. Anno dal quale tuttavia si augura che la questione possa essere completamente dimenticata.

L’aria che si respira ultimamente in risposta a soprusi di qualunque genere nel mondo dello spettacolo, sembra d’altronde rifarsi all’atmosfera femminista dei primi del Novecento, quando la coscienza delle donne si ridestò affermando se stessa. L’augurio è che oggi come allora, le conseguenze di tale fermento siano altrettanto durature.

 

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