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11 Storie assurde su come gli attori si preparano sul set

Da Kate Winslet a Will Smith, da Jamie Dornan a Lady Gaga, ecco 11 storie assurde su come gli attori si preparano sul set dei loro film

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Nella foto (da sinistra): Lady Gaga, Jared Leto, Kate Winslet, Robert Pattinson

È risaputo che il talento di un attore è spesso direttamente proporzionale alla sua dedizione. Ci sono alcuni interpreti che prendono talmente sul serio il proprio ruolo, da immedesimarvisi fino all’osso. Certi ne rimangono così folgorati che faticano a dismetterne i panni. E certi altri vi si affezionano a tal punto da non volersene liberare o ne rimangono gelosamente legati anche ad anni dall’uscita del loro film. In alcuni casi, quel talento e quella dedizione arrivano tuttavia ad assumere tratti maniacali, per cui persona e personaggio si confondono in modo inquietante. Eccovi a tal proposito una lista di … storie assurde di come gli attori si preparano sul set.

Lady Gaga per House of Gucci

Per prepararsi a sostenere la parte di Patrizia Reggiani, vedova Gucci condannata come mandante dell’assassino di suo marito, pare che Lady Gaga non si sia accontentata di adottare un accento italiano solo a ogni ciak. L’attrice e cantante ha imitato la cadenza italoamericana per ben nove mesi!

“Sono tre anni che ho iniziato a lavorarci”, ha detto a British Vogue, “e sarò completamente onesta e trasparente: ho vissuto nei panni di Patrizia Reggiani per un anno e mezzo”.

Tutto ciò ha provocato a Lady Gaga una certa difficoltà, quando si è trattato di “tornare se stessa”, tanto da faticare a rendersene conto alla sua prima passeggiata appena finite le registrazioni di House of Gucci, il film di Ridley Scott che racconta l’esperienza della famiglia Gucci.

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Michael B. Jordan per Black Panther

Black Panther 2 - Michael B. Jordan tornerà
Michael B. Jordan in Black Panther

Calandosi nel ruolo di Erik “Killmonger” Stevens in Black Panther, Michael B. Jordan ha spiegato di aver immaginato così la back story del suo personaggio:

“Ho trascorso molto tempo da solo. Mi sono immaginato che Erik e la sua infanzia siano state piuttosto solitarie. Non aveva molte persone a cui raccontare di questo posto chiamato Wakanda, che non esisteva”.

Ebbene, la solitudine ha poi spinto Michael B. Jordan a ricorrere alla terapia, per riprendere le fila della sua vita, temporaneamente stravolta da uno dei suoi personaggi più riusciti.

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