Ruby Rose Batwoman

Ruby Rose vuota il sacco sull’abbandono di Batwoman: ‘Era dura’

3Tutta la verità sull’abbandono di Batwoman da parte di Ruby Rose, che si confessa apertamente a tre mesi dall’annuncio del suo addio alla serie.

Prevedibilmente, l’abbandono di Batwoman da parte di Ruby Rose nel maggio scorso ha suscitato polemiche e soprattutto innumerevoli speculazioni. Per giorni, il web sembrava determinato ad esaminare le ragioni più recondite dietro il gesto dell’attrice. Insoddisfazione? Caratteraccio? Capriccio? Insomma, se ne sono dette di tutte alla ricerca di un motivo che potesse averla spinta a dire addio al personaggio di Kate Kane col quale era tornata all’azione televisiva.

Si era parlato di ragioni di salute, di snobismo del mezzo televisivo, perché in fondo lavorare non è nemmeno essenziale per una che già guadagna milioni attraverso i brand pubblicitari… Si è insinuato che non andasse d’accordo col resto del cast, che pretendesse aumenti e così via. Ma solo oggi, grazie alla voce dell’attrice stessa, possiamo dirimere ogni precedente ambiguità intorno alle riflessioni che hanno provocato il passo indietro di Ruby Rose con Batwoman.

L’attrice australiana è stata sentita da Entertainment Weekly, e nella lunga chiacchierata ha definitivamente fatto luce sulla sua volontà di lasciare la serie.

“Essere la protagonista di uno show su un supereroe è dura. Anzi, essere un leader in qualsiasi ambito è dura. Però penso che nel caso di specie ci fossero più difficoltà perché mi stavo ancora riprendendo dalla mia operazione.

Oltre ad aver rischiato una paralisi del volto, infatti, all’epoca in cui accettò di partecipare a Batwoman indossando i panni della protagonista Ruby Rose era da poco finita sotto i ferri per un’ernia al disco.

Sono stata operata, e dieci giorni dopo andai a lavoro. Il che forse non è stata l’idea migliore. La maggior parte delle persone si prende almeno un mese o tre prima di tornare a lavorare”.

La trentaquattrenne ha inoltre ascritto la propria decisione alla pausa imposta dal Coronavirus. Ma in che senso?

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