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Chi è Renata Fonte, protagonista di Liberi Sognatori, interpretata da Giulia Michelini

Chi è Renata Fonte? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul volto protagonista della nuova fiction Mediaset interpretata da Giulia Michelini.

Tra poche settimane potremo finalmente vedere la prima puntata della nuovissima fiction targata Mediaset, Liberi Sognatori, prodotta da TaoDue. Lo show sarà incentrato su 4 volti che tra gli anni ’70 e ’90 hanno combattuto la mafia e la criminalità, pagando con la loro stessa vita. Ogni puntata sarà dedicata ad un personaggio diverso, e i protagonisti del programma saranno Libero Grassi, Mario Francese, Renata Forte e Emanuela Loi. Il debutto della prima puntata è previsto per domenica 14 gennaio. Intanto scopriamo qualcosa in più sui quattro. Chi è Renata Fonte? Di seguito tutto quello che c’è da sapere sull’assessore che sarà interpretata da Giulia Michelini.

UPDATE: In seguito ad ulteriori informazioni sulla fiction, è stato comunicato che a vestire i panni di Renata Fonte sarà Cristiana Capotondi. La Michelini avrà un ruolo secondario nell’episodio.

Chi è Renata Fonte – le origini e gli interessi politici

Renata Fonte nasce il 10 marzo 1954 a Nardò, ed è stata una politica italiana e Assessore alla cultura ed alla pubblica istruzione del suo comune di nascita. Insegnò alle scuole elementari di Nardò e studiò Lingue e Letterature straniere a Lecce.

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Chi è Renata Fonte, protagonista di Liberi Sognatori, interpretata da Giulia Michelini.

Ben presto iniziò ad impegnarsi attivamente nella vita politica, specie nel Partito Repubblicano Italiano, finendo per diventarne Segretario cittadino. Partecipò alle battaglie civili e sociali di quegli anni e dirisse anche il Comitato per la Tutela di Porto Selvaggio. Decise, in seguito, di candidarsi alle elezioni amministrative nelle quali risultò eletta, divenendo la prima donna Assessore di Nardò.

Chi è Renata Fonte – le battaglie contro la speculazione edilizia e l’omicidio

In questi anni la Fonte si batte duramente in battaglie politiche. La donna, infatti, viene a scoprire illeciti ambientali, opponendosi con tutte le sue forze alla speculazione edilizia di Porto Selvaggio. Renata, in molte di queste lotte, si trovò sola contro tutti.

Il 31 marzo 1984 due sicari uccidono con tre colpi di pistola la politica, mentre ritornava nella sua abitazione. Il suo è il primo omicidio di mafia nel Salento e, per di più, commesso contro una donna. In seguito, sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali, Giuseppe Durante e Marcello My, gli intermediari, Mario Cesari e Pantaleo Sequestro, e il mandante di primo livello, Antonio Spagnolo. Quest’ultimo, collega di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative, secondo le teorie, avrebbe dato ordine di uccidere la donna per risentimento nei suoi confronti. Tuttavia, però, la cosa non è stata mai accertata.

Ad oggi, il movente dell’omicidio è ancora sconosciuto, ma si ipotizza che la causa sia quella di aver impedito la speculazione edilizia nel territorio di Porto Selvaggio.

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