Alla ricerca di Dory: il divertente e commovente sequel di Nemo

Durante il Giffoni Experience 2016 si è tenuta l’anteprima italiana di “Alla ricerca di Dory”, sequel di “Alla ricerca di Nemo”, che nel 2004 si aggiudicò l’Oscar come miglior film d’animazione. Il film narra le vicende della pesciolina smemorata che, improvvisamente, si ricorda dei suoi genitori e del posto da cui proviene. Parte così alla ricerca delle proprie origini, in un turbine di avventure che le faranno trovare anche nuovi amici tra cui Hank, un irascibile polpo che tenta continuamente la fuga verso l’acquario di Cleveland per poter vivere in pace, lontano dai bambini e dalle altre creature del mare. Ovviamente Nemo e Marlin resteranno sempre sulle tracce di Dory e questa ricerca li condurrà fino al prestigioso Marine Life Institute, in California: un acquario che è anche un centro di riabilitazione. Qui Dory ritroverà una vecchia amica, Destiny, uno squalo balena miope, e farà la conoscenza anche di Bailey, un beluga, convinto di avere un sonar difettoso.

Un film divertente e commovente, incentrato sull’amicizia, sulla famiglia ma soprattutto sulla scoperta delle proprie origini. “Ho sempre avuto l’impressione – fin da quando ho scritto di Dory e di come si imbatte in Marlin nel primo film – ho sempre saputo che avrebbe vagato nell’oceano per anni senza sapere dove fosse e provando un senso di abbandono”, ha rivelato il regista Andrew Stanton. “Questo senso di abbandono era la ragione per cui era sempre così gentile e disponibile. Nuotava in giro con la continua paura di essere abbandonata. Allora pensava che, forse, se si comportava in maniera disponibile, molto cordiale e molto ottimista, qualcuno sarebbe rimasto con lei. Insomma ho sempre saputo che in lei c’era, sotto la superficie, un elemento tragico. Anche se non conoscevo tutti i dettagli, il come o il perché. […] L’idea [del film su di lei, n.d.r] mi è venuta quando ho guardato di nuovo NEMO. Non lo vedevo da anni. L’ho guardato nel 2011 in occasione dell’uscita del 3D, volevano lo approvassi. Sono uscito dalla sala completamente insoddisfatto, la storia di Dory mi sembrava incompleta. Sentivo che quel buco era ancora lì, che lei poteva dimenticare anche Marlin e Nemo, e che continuava a vedere se stessa come una che doveva continuamente scusarsi per la sua perdita di memoria a breve termine e non mi sembrava giusto. […] Sentivo, come scrittore e regista, di aver lasciato una porta aperta nel primo film e non avrei dovuto farlo”.

Alla ricerca di Dory, non solo perché Dory si perde nell’oceano e poi nell’acquario – spesse volte non ricordandosi più la strada – ma proprio perché è una ricerca sul ritrovare se stessi. Dory riuscirà a ritrovarsi? Appuntamento a giovedì 15 settembre, e non uscite dalla sala prima della fine dei titoli di coda!

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