Twin Peaks 3 - David Lynch - Quarta stagione

Twin Peaks 3 FINALE | David Lynch si può spiegare? E la quarta stagione?

Il finale di Twin Peaks 3 troverà mai una spiegazione? E nel frattempo si comincia a parlare (ma non lo fa David Lynch) di una quarta stagione.

Chiunque sia riemerso dalla faticosa esperienza del finale di Twin Peaks 3 (due lunghe e dense ore di viaggio conclusesi in modo a dir poco confuso) avrà avuto bisogno di qualcosa di più che un minuto per riprendersi. Allettati per diciassette settimane da una scia nostalgica dilatatasi per oltre un quarto di secolo, siamo stati a dirla tutta trascinati in uno dei consueti tunnel di straniamento targato David Lynch, che con la conclusione data al terzo capitolo di Twin Peaks conferma la sua genialità nell’ingenerare un dibattito paradossalmente infinito alle sue creazioni.

E’ forse possibile infatti dare una spiegazione univoca a quanto abbiamo assistito? Se superiamo le chiare sollecitazioni sull’interminabile (anzi infinita) lotta tra le timide ma instancabili forze del bene e quelle più energiche del male, l’antichissimo dualismo fra la luce e l’oscurità o l’analogo polarismo di bianco e nero, Twin Peaks resta un’innumerevole quantità di questioni pendenti.

Questo, sempre che non si voglia adottare un approccio differente, interpretando cioè la prima ora del finale come il più sincero tentativo di David Lynch di chiudere un cerchio tenuto aperto per troppo tempo, senza però rinunciare – come già avevamo notato all’inizio della seriea riaffermare ancora una volta se stesso con la seconda ora, all’interno di un’opera che potrebbe complessivamente configurarsi persino come il sigillo della sua carriera.

Come interpretare il finale di Twin Peaks 3?

In altre parole, dopo aver visto Cooper recuperare piena coscienza, aver messo fine allo spettro di BOB e aver salutato i noti volti straniti degli abitanti di Twin Peaks rimediando alla morte di Laura Palmer, l’ultimo tragitto del detective ha confermato la speciale attrazione di David Lynch proprio per Laura, “la ragazza che abita in fondo alla strada”. Con una tradizionale costruzione narrativa ad anello, infatti, a dissoluzione di BOB avvenuta l’attenzione si è orientata ancora su di lei, eternamente incalzata da entità immani che ne stravolgono l’esistenza. L’imperativo di Cooper, tuttavia, è rimasto invariato: ritrovarla ad ogni costo, indipendentemente dalle avventure che ne seguiranno.

E così, in una cittadina dai connotati ormai solo lontanamente familiari, dopo circa quindici minuti di silenzi interrotti da pochi lampi di luce di due fari dell’auto del detective, Twin Peaks 3 si conclude col presunto riaffiorare dei ricordi di Laura, in un grido straziante che fende la notte tornando a graffiarci il cuore un’ultima volta.

Ma sarà davvero un addio definitivo?

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