nicole rossi

News e anticipazioni

Nicole Rossi a Ciak Generation, da fan a protagonista di Skam Italia grazie ad Asia

Stefano D Onofrio | 14 Settembre 2022

Interviste

Abbiamo intervistato Nicole Rossi, new entry della quinta stagione di Skam Italia con il personaggio di Asia

Le parole di Nicole Rossi

nicole rossi
Nicole Rossi in Skam Italia (Netflix)

Nicole Rossi ci ha parlato di Skam Italia con gli occhi sognanti di una fan della serie che ha realizzato il suo sogno. L’attrice è entrata a far parte del cast dello show prodotto da Netflix e Cross Productions, giunto quest’anno alla quinta stagione. Suo il ruolo di Asia, una giovane alunna del liceo Kennedy ‘pasionaria’ e con la voglia di cambiare in meglio lo status quo. Un’attitudine e un temperamento che, chi la segue sui social e ha avuto modo di vederla in azione nelle sue passate esperienze lavorative, avrà senz’altro riconosciuto anche in Nicole. “Asia mi ricorda tanto me quando avevo 16 anni. È molto diversa da me esteticamente e probabilmente è anche più sicura – ha ammesso la Rossi – è idealista, prorompente e spavalda com’ero io. È stato un po’ come ritornare nella mia pelle di adolescente“.

Entrare a far parte di un teen drama così importante e ben strutturato è davvero un sogno che si realizza per l’attrice. “Ricordo che il primo giorno sul set ero molto stordita. Essendo fan della serie, ogni cosa diventava emozionante e questo mi creava tanta ansia“, ci ha raccontato. Un ruolo che Nicole Rossi tornerebbe molto volentieri a interpretare nel caso Skam Italia venisse rinnovata per una sesta stagione. “Mi piacerebbe assolutamente, tornerei a occhi chiusi – ha dichiarato – credo di avere ancora tanto da dare a questo personaggio“. Nicole ci ha poi descritto con una canzone, un film e una serie tv Asia e ha scelto, tra i tanti protagonisti, quello che vorrebbe al centro di un’eventuale sesta annata.

Abbiamo poi parlato delle sue esperienze lavorative passate, della sua volontà di utilizzare il suo vasto pubblico di seguaci (più di mezzo milione di persone solo su Instagram) per condividere le sue battaglie e i suoi valori.

Qui di seguito il video dell’intervista!

giacomo gianniotti

Cinema e Celebrity

Giacomo Gianniotti è Diabolik: il fascino immortale dell’anti-eroe (INTERVISTA)

Stefano D Onofrio | 27 Novembre 2022

Interviste

Abbiamo intervistato Giacomo Gianniotti, protaognista del nuovo film “Diabolik – Ginko all’attacco”: cosa ci ha raccontato

Parla Giacomo Gianniotti

Un personaggio che ha più di 60 anni di storia e che non ha alcun segno della vecchiaia sul suo volto. Diabolik, il ladro nato dalla penna di Angela e Luciana Giussani, quest’anno ha festeggiato un traguardo importante della sua storia. E lo ha fatto con diverse iniziative, tra cui un ritorno nelle sale di tutte Italia con un volto nuovo di zecca. È stato affidato a Giacomo Gianniotti, attore italo-canadese noto al grande pubblico per il suo ruolo in Grey’s Anatomy, il difficile compito di riportare sul maxi-schermo le gesta tutt’altro che eroiche del rapinatore più scaltro d’Italia.

Una sfida nella sfida per Gianniotti, chiamato a sostituire Luca Marinelli, protagonista del primo capitolo della saga firmata dai Manetti Bros.. Un cast stellare quello presente in Diabolik – Ginko all’attacco!, uscito nelle sale lo scorso 17 novembre. Accanto ai confermati Miriam Leone (Eva Kant) e Valerio Mastandrea (l‘ispettore Ginko), aggiunte del calbiro di Monica Bellucci hanno arricchito un cast già blasonato. Giacomo Gianniotti ci ha parlato di questo nuovo capitolo della sua carriera, che viene a distanza di qualche anno dalla sua uscita di scena dallo storico medical drama (che lo ha visto protagonista per ben 7 stagioni). Ci ha raccontato della lunga preparazione, sia fisica che mentale, che ha seguito per immergersi completamente nella calzamaglia nera di Diabolik e di come è stato lasciare il trambusto di Los Angeles, città in cui vive insieme a sua moglie, e vivere per ben 6 mesi nella ghiotta e dotta Bologna.

Ecco cosa ci ha raccontato.

D: Diabolik non può essere considerato un eroe o un personaggio positivo e forse è proprio questo il suo punto di forza. Qual è, secondo te, il motivo di un successo che rimane immutato nonostante il passare degli anni?

R: Lui non è una persona violenta, è una persona “letale”, se cosi possiamo dire. Lui non uccide perché ha piacere di farlo. Questo è un punto. Poi penso che tutti sognamo come sarebbe fare un gran furto e scappare dalla polizia in Jaguar, vivendo con ricchezze immense senza avere problemi. E la sua vita che in questo senso può essere affascinante. E per terzo, Eva Kant, la sua compagna non solo bella ma incredibile, che a volte supera anche le capacità di Diabolik. 

D: In che cosa il secondo capitolo sarà diverso rispetto al primo film?

R:Un ritmo più veloce ed eccitante. è una grande iniezione di romanticismo. Qui vediamo la famosa coppia veramente realizzata nel suo sogno romantico. 

D: Nel secondo capitolo c’è molta più azione rispetto al primo. Come ti sei preparato per queste scene, che sono prive di controfigure?

R: Ho avuto sei mesi di preparazione. Ho trasformato corpo mente e anima per questo ruolo. Tanta dieta, tanta palestra, e tante ore tirando coltelli e imparando a guidare molto bene la Jaguar. Nel film faccio tutto io. Era importante per me questo. 

D: Qual è stata la scena più difficile da girare?

R: La scena del deltaplano era difficile perché dovevo mantenere il mio peso per tanto tempo, ma ringrazio il fatto che fossi allenato e solo cosi sono riuscito ad avere la possibilità di fare quelle riprese.

D: Il film è stato girato a Bologna e quindi hai avuto modo di viverla per diverso tempo. Cosa ti è piaciuto di più di questa città e perché proprio la cucina?

R: Bologna mi ha catturato il cuore. Venendo da Los Angeles dove anche per il caffe la mattina devo mettermi in macchina, vivere in una città per 6 mesi senza una volta toccare l’auto è stata una cosa bellissima. Mi manca. E adesso che sono in questa fase di promozione ne approfitto per mangiare tutte le cose che non potevo mangiare quando giravo. 

D: Da spettatore, tifi per Diabolik o per Ginko?

R: Tifo per Diabolik, però il mio cuore è anche per Ginko. È un personaggio bellissimo anche il suo. 

D: Se avessi la possibilità di chiedere a Diabolik di rubare qualcosa per te, cosa gli chiederesti?

R: Un’altra Jaguar nera con i sedili rossi come la sua, senza dubbio!

D: Ti è mai capitato di “diventare Diabolik” nella tua vita e rubare qualcosa da un set in cui hai lavorato? Se sì, cosa?

R: Prendo sempre qualcosa da ogni set. Ho il mio pugnale di Diabolik. Ed è davvero un bellissimo ricordo che mi riporta ai momenti sul set. 

D: Ti piacerebbe recitare nuovamente in Italia? E se sì, con quale regista e con quali attori ti piacerebbe lavorare?

R: Mi piacerebbe molto continuare a lavorare qui in Italia e lavorare con artisti italiani di cui ho tanta stima. Mi piacerebbe tanto lavorare con Pierfrancesco Favino come attore, e come registi Paolo Sorrentino, Luca Guadagnino, Gabriele Muccino, Stefano Sollima

D: Qual è la tua serie tv preferita in assoluto?

R: Boardwalk Empire della HBO.

alessandro bisegna

Cinema e Celebrity

Alessandro Bisegna presenta Ragazzaccio: il suo Mattia tra lockdown e cyberbullismo

Stefano D Onofrio | 5 Novembre 2022

Interviste

Abbiamo intervistato Alessandro Bisegna protagonista di Ragazzaccio, il nuovo film di Paolo Ruffini al cinema dal 3 novembre

La nostra intervista ad Alessandro Bisegna

Lockdown, lezioni in dad e un ragazzaccio con poca attitudine allo studio (e al rispetto del prossimo). Ragazzaccio, il nuovo film di Paolo Ruffini approdato nei cinema di tutta Italia a partire dallo scorso 3 novembre, racconta un mondo che ci sembra lontano ma che è stata la nostra normalità per diversi mesi. Al centro della trama c’è Mattia, interpretato da Alessandro Bisegna. Questo ‘ragazzaccio’, come lo chiamava affettuosamente sua nonna, chiuso nel suo microcosmo e con qualche difficoltà a lasciar entrare altre persone. Mattia vive un rapporto turbolento con i suoi genitori, non sembra portare alcuna forma di rispetto nei confronti dei suoi insegnanti e non pare affatto interessato alla sua formazione. Il punto più basso del suo percorso però lo tocca quando finisce per bullizzare un suo compagno di classe disabile.

Le uniche due persone che riescono a creare una crepa in quel muro compatto di disfattismo sono il suo professore di italiano (Beppe Fiorello) e Lucia (Jenny De Nucci), una sua coetanea così diversa da lui. L’amore, in due forme diverse, aiuterà Mattia a uscire dal suo guscio e a liberare quella rabbia che ha represso per tanti anni. Un racconto, quello fatto da Ruffini, sorprendentemente realistico già dal linguaggio, così incomprensibile per le generazioni più adulte e nitido per la generazione Z. Abbiamo intervistato Alessandro Bisegna a qualche ora di distanza dalla prima e ci ha raccontato qualcosa in più del suo personaggio.

D: In Ragazzaccio interpreti il ruolo di Mattia, che è un personaggio che ha molte luci ma anche tante ombre. Ci racconti qualcosa di lui?

R: Mattia è quello che noi definiamo un bullo. Le luci trapelano dopo un’evoluzione del personaggio, dopo tante complessità. È un ragazzo che vive dei disagi dovuti anche all’ambiente familiare, a un rapporto con i genitori con poco ascolto e poco amore. Lui riesce a imparare ad amarsi e ad amare grazie a due diverse figure che sono un insegnante, interpretato da Beppe Fiorello, e a Lucia (interpretata da Jenny De Nucci), di cui Mattia si innamora. E l’amore lo fa cambiare in positivo.

D: Mattia è un ragazzo pieno di rabbia e, guardando il film, scopriamo anche i motivi che lo hanno portato a chiudersi in sé stesso. Come hai fatto a immedesimarti in lui? Hai attinto da tue esperienze personali?

R: Ho sofferto di cyberbullismo, ho ricevuto durante l’età del liceo dei messaggi molto brutti da utenti che non avevano un’identità. Ho attinto sicuramente da questa mia esperienza anche se nel film interpreto chi bullizza. Ho 23 anni e il periodo dell’adolescenza me lo ricordo molto bene perché non è molto lontano. Con Paolo (Ruffini, il regista ndr) abbiamo fatto un lavoro sul personaggio che è durato molto tempo.

D: Ragazzaccio ci riporta ai primi mesi del 2020, a quel lockdown che ha cambiato per sempre la nostra vita. C’è stato qualcosa che sei riuscito a fare grazie a quel tempo libero e che in condizioni di normalità non avresti mai potuto fare?

R: A differenza di Mattia, per me il primo lockdown è stato positivo. Non l’ho vissuto male. Quel tempo ho potuto passarlo con mio fratello. È stato un periodo in cui ho potuto appassionarmi a delle letture, mi allenavo quotidianamente con lui. Ovviamente mi mancava la socialità ma quel momento l’ho sfruttato bene.

D: Come è stato rivivere, anche se solo per finzione, quei momenti lì?

R: Ho sofferto solo all’idea di pensare a questi ragazzi che hanno fatto le lezioni in dad. Fare lezioni in quelle condizioni credo sia stato tostissimo. Io ho cercato di portare nel mio personaggio un po’ di quell’indolenza. Io e Jenny De Nucci proviamo molta ammirazione per questa generazione che ha affrontato questo periodo.

D: Nella tua carriera scolastica sei stato anche tu “Ragazzaccio”? Che studente eri?

R: Non ero il primo della classe ma andavo bene a scuola. Sentivo un forte senso di responsabilità nei confronti dei miei genitori. Ero comunque un po’ pigro, quindi cercavo sempre di studiare all’ultimo e riuscivo ad arrangiarmi. Ero un ragazzo vivace ma, a differenza di Mattia, non ero maleducato e non superavo mai il limite del rispetto.

D: Com’è Paolo Ruffini nei panni di regista?

R: Paolo ha avuto la sensibilità che serviva a questo film. Ci teneva tantissimo e questa cosa l’ho captata per tutto il tempo delle riprese. Era delicato e tranquillo, nonostante abbiamo girato l’intero film in appena una settimana. Lui ha sempre mantenuto la calma e questa cosa l’ha trasmessa a tutti.

D: Nel film hai avuto diverse scene con attori del calibro di Beppe Fiorello, Massimo Ghini e Sabrina Impacciatore. Cosa hai appreso da ognuno di loro?

R: Ho avuto la fortuna di avere delle scene dal vivo con Massimo Ghini e Sabrina Impacciatore, che interpretano i miei genitori. Le scene con Beppe Fiorello erano invece girate in due camere diverse e il contatto era attraverso uno schermo. Io lo sentivo dall’altra stanza e quindi era un po’ più complicato. Per me è stato fantastico perché recitare con loro ti fa recitare meglio, ti senti coinvolto. Sono degli attori straordinari. Mi hanno tutti dato dei consigli.

D: Se avessi la possibilità di scegliere un film o una serie tv in cui recitare, quale sceglieresti?

R: Tra le serie italiane ti direi Mare Fuori. L’ho vista di recente e mi è piaciuta molto. Ci sono dinamiche di azione, è movimentata. Io per ora ho avuto la possibilità di fare delle esperienze cinematografiche un po’ più statiche. Mi piacerebbe sviluppare questo tipo di recitazione. Pensando all’estero, sognando in grande, ti dico Game of Thrones. Io amo il fantasy.

D: Tuo fratello è Valentino Bisegna del duo Matte & Bise, che tra l’altro ha fatto un cameo nel film. Cosa ne pensa dell tuo lavoro e che consigli ti ha dato?

R: Nel periodo in cui Valentino ha avuto più successo io avevo 16/17 anni, quindi guardavo il suo mondo e ne ero affascinato. Lui ha sempre cercato di farmi capire che non era un mondo semplice. Ha avuto un ruolo importante. L’incontro tra me e Paolo Ruffini è avvenuto anche grazie a mio fratello. Mi trovavo a casa sua quando stava facendo questa diretta insieme a lui e parlavano di questo progetto. Sia mio fratello che Matteo (Pelusi, del duo Matte&Bise, ndr) hanno detto ‘c’è Alessandro che ha appena iniziato un corso di recitazione, se vuoi ti faccio mandare un provino’. Quindi ha avuto un ruolo sicuramente importante.

D: La tua serie tv preferita?

Game of Thrones. È la prima serie tv che ho visto e la prima di cui mi sono innamorato. Ho visto anche House of the Dragon e infatti sto soffrendo visto che uscirà nel 2024.

jenny de nucci

Cinema e Celebrity

Jenny De Nucci al cinema con ‘Ragazzaccio’: la sua Lucia e l’amore ai tempi della dad

Stefano D Onofrio | 4 Novembre 2022

Interviste

Abbiamo intervistato Jenny De Nucci tra i protagonisti di Ragazzaccio, il nuovo film di Paolo Ruffini dal 3 novembre al cinema

La nostra intervista a Jenny De Nucci

jenny de nucci
foto di Alessandro Peruggi – si ringrazia l’ufficio stampa Andreas Mercante

Un mondo di dad, di contatti vietati, di riunioni via Zoom e di uscite permesse solo in caso di necessità. Sembra un mondo così lontano quello raccontato da Ragazzaccio, il nuovo film diretto da Paolo Ruffini dal 3 novembre al cinema, eppure è un mondo che abbiamo vissuto appena due anni fa. Il film ci racconta la storia di un ‘ragazzaccio’, Mattia (interpretato da Alessandro Bisegna), che fatica ad accettare regole, a rispettare l’autorità e a lasciarsi andare. Dietro quella rabbia che manifesta contro i suoi genitori, i suoi prof e persino contro alcuni compagni di scuola, si nasconde però un estremo dolore. Una delle poche persone in grado di abbattere quel muro è Lucia, interpretata da una sorprendente Jenny De Nucci.

Per Lucia Mattia rappresenta tutto ciò che ha sempre combattuto, tutto ciò da cui si è sempre tenuta alla larga. Lei, così attenta ai diritti di tutti, finirà per innamorarsi proprio di un bullo, vivendo un amore platonico ai tempi del covid. Abbiamo avuto modo di intervistare Jenny a poche ore dalla premiere di Ragazzaccio. Ci ha raccontato di quanto lei e Lucia siano simili, di quanto sia stato impegnativo recitare con la sola compagnia di una webcam e di come le sue esperienze di vita l’abbiano aiutata a entrare meglio nel personaggio.

Ecco cosa ci ha raccontato

D: In Ragazzaccio interpreti il ruolo di Lucia. Ci racconti qualcosa di più sul tuo personaggio?

R: Al centro del film c’è questo ‘ragazzaccio’, interpretato da Alessandro Bisegna (che nella realtà è un cuore di panna). Il mio ruolo è quello di Lucia, un po’ una luce bianca che lo salva da questo stato di rivalsa contro il mondo in cui si trova. Lucia è la rappresentante di istituto, una persona super rispettabile con tantissimi interessi, il primo di tutti quello di mettersi davanti per i diritti degli studenti della sua scuola. Non vi dico come ma Lucia finirà per innamorarsi di questo ‘ragazzaccio’.

D: Seguendoti un po’ sui social e nelle tue esperienze lavorative, mi è sembrato di individuare dei tratti della tua personalità molto simili a quella di Lucia. È così?

R: Sì, te lo confermo. Infatti è stato molto bello interpretare Lucia soprattutto perché ho molti tratti in comune con lei. Ci ho messo tanto di mio nel personaggio e spero che questa cosa esca fuori. Lo potranno sicuramente confermare le persone a me più vicine, che mi conoscono nell’ordinario.

D: Gran parte delle tue scene sono state girate in solitaria. Che difficoltà hai riscontrato nel recitare “da sola”? 

R: È stato difficile, perché tutti gli attori erano posizionati in stanze diverse. Allo stesso tempo però devo dirti che la troupe è stata molto rispettosa perché comunque c’era sempre un silenzio religioso sul set in modo che io, da una stanza, potessi sentire Alessandro dall’altra stanza. Non c’era il contatto visivo e di solito quando giriamo con un’altra persona c’è un’interazione molto più naturale e spontanea. Invece in questo caso io e Alessandro ci guardavamo negli occhi solo attraverso una webcam.

D: Ragazzaccio ci riporta indietro a un momento delicato della nostra vita e cioè il lockdown. Qual è stato il momento più difficile per te e in cosa invece ti è servito?

R: Il lockdown mi ha aiutata molto per rimettermi in contatto con me stessa. Ho avuto tanto tempo per stare da sola, ho imparato a suonare uno strumento, sono stata più tempo con la mia famiglia. Sono andata a vivere da sola a Roma quando avevo 18 anni ed era da tempo che non passavo più di tre mesi di fila a casa mia. Ora che ci penso e mi guardo indietro mi sembra una follia.

D: C’è stata un’esperienza personale vissuta durante il tuo lockdown che ti ha aiutata a entrare meglio nel personaggio?

R: Da una parte sì. Dall’altra parte devo dirti che quando c’è stato il primo lockdown io avevo già terminato il liceo da qualche anno perciò mi sono appoggiata sui racconti dei miei amici che hanno vissuto la dad e di tutto ciò che ne è derivato. Mi ha aiutata molto anche la mia psicoterapeuta che mi ha raccontato di seguire tanti ragazzi adolescenti che hanno vissuto il lockdown durante il periodo di scuola e stanno veramente molto male.

D: Hai una grande passione per la fotografia. Se dovessi immaginare uno shooting con protagonista proprio Lucia, come lo immagineresti?

R: Sicuramente scatterei a rullino. Me la immagino vestita di bianco in una situazione degradata, come ad esempio una fabbrica abbandonata. Però lei è bianca, è luce pura.

D: Lucia si trova a vivere un amore platonico nel film. Ti è capitata un’esperienza simile? E parlando di “amori platonici’, mi dici qual è la tua celebrity crush più grande?

R: L’amore più platonico che provo nella mia vita è quello per le mie amiche, le amo come se fossero le mie sorelle. Ho tantissimi conoscenti e pochi amici, quei pochi stretti che ho li amo come se fossero parte della mia famiglia. Celebrity crush ne ho abbastanza: ti posso dire Timothée Chalamet e Maya Hawke. Tra l’altro lei l’ho incontrata alla prima di Stranger Things 4. È stata un’esperienza incredibile.

D: Hai debuttato sul grande schermo soltanto lo scorso anno con “Ancora più bello”. In che genere di film ti piacerebbe lavorare in futuro e al fianco di chi?

R: Sogno un film di azione in cui interpreto il ruolo della spia, tutta vestita di nero che va a risolvere i crimini della città. Potrei impazzire per una cosa del genere. Sono una grandissima amante dei thriller psicologici, quindi ovviamente anche un film del genere mi piacerebbe molto. Io lo dico sempre, un’attrice con cui mi piacerebbe lavorare è Paola Cortellesi, è una donna che stimo tantissimo e spero un giorno di conoscerla.

D: La tua serie tv preferita?

R: La più bella che ho visto negli ultimi anni è Euphoria. Sono ovviamente una grandissima fan di Stranger Things. Quando mi hanno chiamata a New York per assistere alla premiere della quarta stagione ho pianto per tre giorni di fila per la felicità. E poi sono molto curiosa di vedere The White Lotus. Tra l’altro Sabrina Impacciatore, che è all’interno del film, ha preso parte alla seconda stagione. Quindi vorrei recuperarlo.

Aggiungi alla collezione

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.