Margot Robbie scena Wolf of Wall Street non prevista

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Margot Robbie: una scena di Wolf of Wall Street non era prevista

Leila Sirianni | 23 Novembre 2022

Margot Robbie

Margot Robbie ha rivelato che una determinata scena di The Wolf of Wall Street non era inizialmente scritta nella sceneggiatura

Margot Robbie fa una rivelazione su The Wolf of Wall Street

Ieri la star di The Wolf of Wall Street Margot Robbie ha presenziato all’evento A Life in Pictures  dei BAFTA tenutosi a Londra, al quartier generale dei British Academy Film Awards.

Negli ultimi giorni, l’attrice è impegnata con la promozione del suo nuovo film Babylon, in uscita nelle sale cinematografiche italiane il 19 gennaio 2023.

In questa occasione, oltre ad aver parlato del progetto di Damien Chazelle, l’interprete di Harley Quinn ha rivolto lo sguardo anche al passato. In particolare si è focalizzata su The Wolf of Wall Street.

Margot Robbie ha confessato che una scena in particolare del film non era presente nella sceneggiatura, ma che è subentrata durante le riprese:

La scena in questione è quella in cui il suo personaggio Naomi Lapaglia insegue Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) completamente alterato, prima che quest’ultimo si schianti in auto, con la figlia a bordo.

Quello che sarebbe dovuto accadere secondo il copione mi vedeva entrare nel suo ufficio e dirgli che volevo il divorzio. Tutto qui.

Margot Robbie ha poi aggiunto, come riporta Just Jared, che il regista Martin Scorsese sentiva la mancanza di un momento in grado di unire per bene la sequenza.

[Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio ed io] ci siamo rinchiusi in una stanza fino tipo alle tre del mattino e abbiamo pensato a tutto quello. Il nostro brillante primo assistente Adam Somner stava probabilmente per strapparsi i capelli, perché dal nulla ce ne siamo usciti con romperemo la porta del garage di qualcuno, frantumeremo il vetro di una macchina e distruggeremo un divano.

Quando all’attrice è stato chiesto se si fosse sentita intimidita in quel momento, ha risposto che l’ambiente creatosi incoraggiava la sperimentazione. Per questo motivo era a suo agio.

marito Margot Robbie uno Serpeverde originali

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Il marito di Margot Robbie è uno dei Serpeverde originali

Leila Sirianni | 11 Ottobre 2022

Margot Robbie

È diventato virale sui social un vecchio video in cui Margot Robbie rivela che il marito ha interpretato un Serpeverde in Harry Potter

Margot Robbie rivela che il marito era uno dei Serpeverde originali: il video diventato virale

Il marito di Margot Robbie ha recitato nella saga di Harry Potter, in cui ha interpretato uno dei giovani studenti di Hogwarts, della casa di Serpeverde.

L’attrice di Barbie ha rivelato il simpatico aneddoto durante una vecchia ospitata a The Graham Norton Show, dimostrando di essere estremamente orgogliosa di questo aspetto. Il video è tornato virale di recente.

A memoria probabilmente non vi ricorderete di Tom Ackerley, questo il nome del marito di Margot Robbie, noto oggi per il suo lavoro di produttore. Da ragazzino è apparso non in uno ma in tre film di Harry Potter, per la precisione, i primi tre.

Nel talk show inglese, l’attrice descrive dettagliatamente un momento in particolare in cui è possibile vederlo. Ne Il Prigioniero di Azkaban c’è una scena in cui la classe sta facendo lezione all’aperto con Agrid.

Quest’ultimo introduce ai giovani Fierobecco, il suo Ippogrifo. Harry Potter è il primo ad interagire con lui e a volarci insieme.

Ad un certo punto, Draco Malfoy, che non vuole sentirsi da meno, si fa largo tra i compagni per raggiungere la creatura. Facendolo, spinge via due Serpeverde. Quello alla sua destra è proprio Tom Ackerley, il marito di Margot Robbie.

 

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A quanto pare Margot Robbie è una grande fan di Harry Potter, dal momento che nel video la vediamo scherzare sul fatto che se avesse saputo prima che il marito aveva recitato nella saga, l’avrebbe sposato più velocemente.

Nel corso degli anni si è scoperto che diversi attori oggi famosi, da ragazzini avevano recitato in Harry Potter. Tra questi ricordiamo, ad esempio, Robert Pattinson (Twilight), Alfred Enoch (How to get away with murder) e Regé-Jean Page (Bridgerton).

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The Legend of Tarzan: Alexander Skarsgård supereroe della giungla

Redazione | 8 Luglio 2016

Margot Robbie

A cura di Emanuele Zambon Il nuovo Signore delle scimmie di Alexander Skarsgård coniuga l’esotismo dei romanzi d’avventura di Edgar […]

A cura di Emanuele Zambon

Il nuovo Signore delle scimmie di Alexander Skarsgård coniuga l’esotismo dei romanzi d’avventura di Edgar Rice Burroughs – che esordì nel 1912 su una rivista pulp con Tarzan delle Scimmie – e il superomismo tanto in voga a Hollywood. Non è certo un uomo comune, John Clayton III, allontanatosi da terre selvatiche e inesplorate e ora imbrigliato nei rigidi formalismi della società vittoriana. Le costrizioni aristocratiche mal si sposano con un uomo eccezionale allevato dai gorilla. Lord Greystoke farà ritorno in Africa come emissario del governo di Sua Maestà, incalzato dagli inquietanti sospetti dell’emissario statunitense George Washington Williams (Samuel L. Jackson), turbato dal fatto che il continente nero possa trasformarsi in un lager schiavista a cielo aperto. L’ex re della giungla, giunto a Boma, nel Congo, cadrà nella trappola dell’avventuriero belga Léon Rom (Christoph Waltz), desideroso di mettere le mani sugli innumerevoli giacimenti di diamanti della zona per conto del Re Leopoldo II di Belgio.

The Legend of Tarzan narra le avventure del Signore delle Scimmie, personaggio ampiamente sfruttato al cinema: i primi lungometraggi “muti”, i film di avventura con Lex Barker e Gordon Scott, la pellicole parodia con Totò e il Tarzan televisivo da ridere di Raimondo Vianello, l’affascinante “Greystoke – La leggenda di Tarzan” con Christopher Lambert e il cartoon Disney del 1999.

L’uomo scimmia torna sul grande schermo, diretto da David Yates (regista della saga di “Harry Potter”). La macchina da presa ipercinetica si muove frenetica tra sequoie e liane secolari, attraversando la savana e rischiando di rimanere attardata rispetto alle evoluzioni acrobatiche di Tarzan, vero e proprio Spider-Man della giungla (con tanto di incontro amoroso a testa in giù con Jane che ricorda il preludio al celebre bacio tra Spidey e Mary Jane nel film di Sam Raimi). La fotografia, danzando su chiaroscuri, mette in risalto il contrasto tra il lato dark e inesplorato di una terra selvaggia – la giungla viene spesso ritratta in notturna e sotto abbondanti diluvi – e il fascino di un panorama incontaminato, esaltato dall’utilizzo di colori caldi. Nel continente inesplorato si muove un (super)uomo dalle eccezionali virtù e dall’animo nobile.

The Legend of Tarzan, con qualche incongruenza, mostra il re della giungla già fatto e formato, procedendo attraverso continui flashback a mostrarne le origini (un’operazione molto simile a quella effettuata da Zack Snyder ne “L’Uomo d’Acciaio”). Il risultato è una pellicola godibile, che strizza l’occhio al genere avventuroso, pur coniugandolo con i dettami del live action. Il Tarzan di Alexander Skarsgård sfoggia continuamente pettorali e sguardi corrucciati, mentre Margot Robbie tenta di discostarsi dal ruolo della “damigella in pericolo” (anche se con quegli occhi può fare ciò che vuole). Su tutti svettano Samuel L. Jackson, a cui è affidato un ruolo inusuale e riuscitissimo, e Christoph Waltz, il cui perfido villain è di gran lunga meno svogliato del collega di “Spectre”. L’unico neo della pellicola è la forzatura del messaggio moralista, fin troppo melenso e retorico. A David Yates, ossessionato dall’happy ending (Tarzan si riconcilia con tutti alla fine), avrebbe giovato osare con qualcosa di “politicamente scorretto”.

shuri namor storia d'amore black panther 2

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Black Panther 2: sono state eliminate le scene romantiche di Shuri e Namor

Martina Pedretti | 1 Dicembre 2022

Black Panther Marvel

Shuri e Namor dovevano avere una storia d’amore in Black Panther 2 Wakanda Forever ma le scene sono state eliminate

Shuri e Namor dovevano avere una storia d’amore in Black Panther 2

Black Panther: Wakanda Forever ha una serie di scene eliminate, e in alcune di queste si raccontava una trama romantica tra Shuri (Letitia Wright) e Namor (Tenoch Huerta). Tuttavia il team ha deciso di rinunciare presto a questa idea per un preciso motivo.

La notizia arriva dall’editore Michael P. Shawver, che rivela che alla fine si è scelto di non proseguire su questa strada. In un’intervista con Newsweek Shawver ha spiegato che si è parlato di una storia d’amore durante un primo montaggio prima di decidere di non portarla avanti. Infatti le scene che contengono elementi più romantici tra Shuri e Namor, che sarebbero state girate, sono state eliminate dal montaggio finale.

“Penso che la cosa veramente interessante sia che c’erano delle riprese in cui c’era qualche connessione tra loro. Ad un certo punto in fase di montaggio iniziale abbiamo parlato di lasciarle o toglierle. Era importante fare attenzione a come una relazione avrebbe giocato sul carattere di Shuri, e in particolare, la differenza tra un personaggio che “flirta” e uno che si afferma invece come leader. Dovevamo fare attenzione a come rappresentarla, come una Shuri che flirta per ottenere ciò che vuole o una Shuri leader diplomatico pronta a diventare il leader che deve essere”.

Alla fine, si è deciso di portare avanti l’idea di un rapporto tra personalità politiche e quindi mantenendo una relazione tra Namor che Shuri. I due personaggi infatti condividono un trauma e degli obiettivi in realtà comuni, e questo regala loro una connessione su cui costruire un’amicizia e un’alleanza.

“Quindi, ciò su cui alla fine ci siamo concentrati è stata la battuta di Namor in cui dice, ‘solo le persone più danneggiate possono essere veramente grandi leader’. Lui qui sta piantando il seme del trauma condiviso. Ma è essenzialmente quello che sono: stanno cercando di guidare le loro nazioni con tutto questo dolore, portando con loro un cuore pesante”.

Sebbene quindi una prima versione del film includesse una storia d’amore tra Namor e Shuri, lo stesso Tenoch Huerta ha respinto l’idea che ci sia qualcosa di romantico tra i personaggi. L’attore ha detto a Rolling Stone che il legame tra i due è più un momento umano e intimo in cui i due si connettono sulla loro esperienza condivisa di affrontare la minaccia del mondo occidentale.

“Non mi sembra che sia stato qualcosa di romantico. Penso che sia stato più un qualcosa di umano, intimo. Nella storia dei loro regni, del loro popolo, condividono la stessa radice, e la minaccia viene dallo stesso posto per entrambi, per lo stesso motivo . Entrambi affrontano minacce da paesi occidentali come gli USA e la Francia nella storia, a causa del vibranio, delle risorse naturali. Penso che si colleghino sotto questo aspetto “.

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